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Demolición en Angola© Oxfam-Novib The Netherlands
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4 ottobre 2006
La ricerca condotta da Amnesty International e dal Centro per i Diritti alla Casa e gli Sfratti di Ginevra (COHRE) rivela che la pratica degli sfratti forzosi in Africa ha raggiunto proporzioni epidemiche, con più di tre milioni di Africani cacciati dalle proprie case a partire dal 2000. Le due organizzazioni hanno oggi richiesto ai governi africani di bloccare gli sfratti e rispettare i propri impegni sui diritti umani internazionali.
"Questi dati sono davvero impressionanti e indicano chiaramente che gli sfratti sono una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e non riconosciute in Africa," dice Kolawole Olaniyan, Direttore del Programma Africa di Amnesty International. Sebbene la pratica degli sfratti sia stata riconosciuta come una grave violazione dei diritti umani secondo la legge internazionale e, in particolare, dalla Commissione Africana, i governi di tutta l'Africa continuano a sfrattare forzosamente centinaia di migliaia di persone dalle loro case ogni anno. Molti di questi sfratti sono spesso accompagnati da ulteriori violazioni dei diritti, tra cui l'uso di forza eccessiva da parte di coloro che effettuano gli sfratti, arresti arbitrari, percosse, stupri, torture ed anche omicidi.
Jean du Plessis, direttore esecutivo (ad interim) del COHRE, ha detto: "Molti governi africani giustificano gli sfratti in base al fatto che sono necessari per lo 'sviluppo' e quindi nell'interesse del bene pubblico generale. Tuttavia lo sviluppo che porta agli sfratti è fondamentalmente controproducente perchè gli sfratti causano la perdita di abitazioni, distruggono la proprietà e la ricchezza e impediscono l'accesso all'acqua potabile, alla profilassi, alla salute, alle opportunità di una vita migliore e all'istruzione. Portando avanti gli sfratti, i governi africani stanno spingendo le persone verso la povertà, e non portandole fuori da essa."
Kolawole Olaniyan di Amnesty International ha detto "Non riuscendo ad interrompere la pratica degli sfratti, i leader Africani stanno violando i loro impegni a proteggere i diritti umani e stanno compromettendo i propri impegni manifestati verso lo sviluppo come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ed il NEPAD."
Gli esempi di sfratti in tutto il continente sono tanto numerosi quanto drammatici. Alcuni esempi recenti includono:
• Un numero stimato di due milioni di persone sono state sfrattate dalle loro case e molte migliaia sono state rese senzatetto in
Nigeria dal 2000.
• Nell'agosto del 2006 più di 12.000 persone sono state sfrattate dal campo di Dar Assalaam in
Sudan. La maggior parte degli sfrattati erano stati in precedenza sfollati a causa dei conflitti in Sudan e si erano stabiliti in vari campi a Khartoum o nei dintorni. Le autorità hanno sfrattato migliaia di persone da questi campi, spostandoli in aree deserte senza accesso ad acqua potabile, cibo o altre necessità primarie. Al momento ci sono più di quattro milioni di persone sfollate all'interno del Sudan.
• Il governo dello
Zimbabwe ha scioccato la comunità internazionale nel 2005 quando, con un'operazione in stile militare, ha cacciato circa 700.000 persone dalle loro case, dal loro lavoro o entrambi. Al momento questo governo non ha preso nessuna iniziativa effettiva per risolvere il problema di queste persone.
• A
Luanda, la capitale Angola, almeno 6.000 famiglie sono state sfrattate e le loro case demolite dal 2001. Molte di queste famiglie, che non hanno ricevuto compensazione, hanno subito il furto delle loro proprietà da parte di coloro che hanno operato gli sfratti e sono adesso senzatetto.
• In
Kenya circa 70.000 persone sono state sfrattate dalle loro case nelle aree forestali dal 2005, mentre almeno 20.000 persone sono state sfrattate dai loro quartieri a Nairobi e nei dintorni dal 2000.
• In
Ghana più di 7.000 persone sono restate senzatetto dopo essere state sfrattate dal Parco Nazionale Digya dalla Divisione per la Natura ed il Gioco tra marzo ed aprile 2006. Gli sfratti sono stati interrotti in aprile solo dopo che una barca con più di 150 persone sfrattate si è capovolta, causando la morte di almeno 10 persone. Coloro che rimangono nel parco vivono sotto la minaccia degli sfratti. Circa 800 persone hanno subito la distruzione delle proprie case a Legion Village, in Accra nel maggio 2006, mentre circa 30000 persone nella comunità Agbogbloshie di Accra sono state minacciate di sfratto fin dal 2002.
• Almeno 300 famiglie nella
Guinea Equatoriale sono state sfrattate dalle proprie case dal 2004, quando il governo ha iniziato un programma di recupero urbano a Malabo e Bata. Queste famiglie avevano il diritto riconosciuto alle loro proprietà. Altre migliaia rimangono a rischio.
Precedenti
La Commissione Africana per i Diritti Uomo e della Persona (Commissione Africana), con una decisione fondamentale sugli sfratti in Nigeria dell’ottobre 2001, ha indicato che l’ Accordo Africano sui Diritti Umani e della Persona garantisce il diritto ad un alloggio adeguato, incluso la proibizione di sfratto (vedi anche SERAC e CESR contro la Nigeria, A CHRP 2002). In questo caso la Commissione Africana ha incorporato la sostanza e la giurisprudenza della legge internazionale sui diritti umani, rispetto alla proibizione degli sfratti nel diritto ad un alloggio adeguato inserito nell’Accordo africano. Tuttavia, questa importante decisione non ha ancora un riflesso nella giurisprudenza del continente o nelle pratiche dei governi.
Sotto la normativa internazionale sui diritti umani, incluso l'Accordo Africano, che è stata ratificata dagli stati membri dell'Unione Africana, gli sfratti possono essere considerati legali solo se ritenuti necessari in "circostanze eccezionali". Se queste "circostanze eccezionali " esistono, allora devono essere seguite varie procedure prestabilite per la protezione delle persone, in modo che tutte le alternative possibili siano state esplorate, in consultazione con le persone interessate.
Inoltre, e in ogni caso, gli sfratti non dovranno creare nuovi senzatetto o individui vulnerabili ad altre violazioni dei diritti umani. I governi sono legalmente responsabili di assicurare alternative di alloggio adeguate e compensazioni per ogni perdita che viene causata alle persone coinvolte.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, come definiti nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Millennio, sono state adottati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 settembre 2000. L'Obiettivo 7, punto 11, richiede che i governi "abbiano raggiunto entro il 2020 un significativo miglioramento delle condizioni di vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli".
Il NEPAD (The New Partnership for Africa's Development) è un piano di strategia per lo sviluppo dell'Africa. I suoi dichiarati obiettivi primari includono, fra gli altri: "lo sradicamento della povertà" e "portare le nazioni africane, sia individualmente che collettivamente, su un cammino di crescita sostenibile e di sviluppo". Uno dei suoi principi stabiliti è : "Assicurare che tutte le Partnership con il NEPAD siano riferite agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e ad altri obiettivi e risultati di sviluppo concordati internazionalmente".