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<title>Verso l’ALBA del Diritto alla Casa in America Latina e nei Caraibi</title>
<link>http://www.habitants.org/article/archive/519</link>
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<language>en_GB</language>
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<webMaster>Gabriele Francescotto gabriele.francescotto@opencontent.it</webMaster>
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<title>Verso l’ALBA del Diritto alla Casa in America Latina e nei Caraibi</title>
<link>http://fr.habitants.org/article/view/1973/</link>
<description>La maggior parte degli Stati del nostro continente ha firmato accordi e trattati con cui questi si sono impegnati non solo a soddisfare la necessità di alloggi e infrastrutture dei loro abitanti, ma anche a rispettare e a far rispettare il diritto alla casa, 
considerato un diritto umano fondamentale per tutti gli abitanti del pianeta. Tali impegni sono stati reiterati durante molti vertici ed eventi, compreso il Forum Urbano Mondiale del 2006, in occasione della ricorrenza dei 30 anni dal primo vertice mondiale sulla casa, tenutosi a Vancouver, e dei 10 anni da Habitat II, a Istanbul. Oltre a ciò, con la Dichiarazione degli Obiettivi del Millennio si è stabilito di creare abitazioni sicure per circa 100 milioni di persone che vivono per la strada, il che, stando alle stime, invece di realizzarsi, fa temere un aumento di senzatetto fino a 700 milioni entro il 2020.

Ossia, nonostante tutti questi impegni internazionali, da allora a tale data molta acqua sarà passata sotto i ponti del Diritto alla Casa. Alla luce dei fatti, vediamo che tali obiettivi non sono stati raggiunti: gli Stati hanno abbandonato le politiche abitative sociali, favorendo invece i settori immobiliari e finanziari; in molti paesi persistono gli sfratti, eseguiti a volte direttamente dal governo o con la complicità dei settori immobiliari — casi denunciati costantemente in vari paesi (ad esempio, Repubblica Dominicana) —; aumenta l’insicurezza degli alloggi: i costi sono insostenibili; peggiora la qualità di vita nelle città.

Noi dell’Alleanza Internazionale degli Abitanti (IAI), rete globale delle associazioni e dei movimenti sociali urbani, offriamo una spiegazione delle cause di questa insicurezza per la vita umana nei nostri paesi. Vediamo:

Cause: 


	
	
	le politiche messe in atto dalla maggior parte dei governi del continente sono al servizio degli aberranti orientamenti di organismi e accordi internazionali (Banca mondiale, DIB, FMI, FTA) che danno priorità al pagamento del debito estero, cui è destinato in media in ciascuno dei nostri paesi assai più del 25 per cento del bilancio nazionale, il che ne impedisce l’utilizzo come strumenti al servizio delle nostre popolazioni; 
	
	
	gli investimenti speculativi nel settore urbano, la creazione di grandi infrastrutture come megaprogetti quali, ad esempio, il Piano Puebla Panama, l’aggressione turistico-immobiliare all’ambiente (il modello turistico di sabbia, spiaggia e crociere), finanziate principalmente da investimenti</description>
<pubDate>19.07.2007 - 08:00</pubDate>
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